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Facebook e privacy

Roma - Mentre un giudice della California ha stabilito che Facebook non può essere accusata di aver violato la normativa nazionale in materia di privacy per aver raccolto tracce della navigazione degli utenti fuori dalla sua piattaforma, la questione del rispetto della riservatezza altrui da parte del social network, arrivato a quota 2 miliardi di utenti attivi al mese, è lungi dall´essere chiusa.

Il giudice del distretto federale di San Jose Edward Davila si è trovato a dirimere su una questione che era già stata contestata in Europa con esiti almeno concettualmente diversi: il social network era accusato di tracciare gli utenti anche quando non loggati sul suo sito Web, accedendo a dati non registrati sulla sua piattaforma ma raccogliendoli tramite pagine terze in cui erano presenti i suoi plugin e cookie.

Secondo il giudice distrettuale gli utenti avrebbero potuto impedire l´accesso a tali dati da parte del social network attraverso gli strumenti della navigazione privata e in ogni caso il fatto che il browser mandi in automatico informazioni a entrambe le parti (il sito navigato e Facebook in quanto detentore del plugin ivi ospitato) non può costituire una forma di intercettazione della comunicazione degli utenti.

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Fonte: Punto Informatico  - Claudio Tamburrino